Far venire il partner dopo aver eiaculato
Parliamo di un problema comune a noi ragazzi: veniamo… e la voglia di farla venire, improvvisamente, sparisce (come la tipa a cui abbiamo offerto 3 drink in discoteca).
E no: non è (solo) pigrizia.
Dopo l’eiaculazione molti uomini entrano nella classica fase “down”: cala l’eccitazione, arriva la refrattarietà e, soprattutto, il pipo può diventare ipersensibile. Anche solo un’ulteriore stimolazione del pipo può risultare fastidiosa o addirittura dolorosa. Quindi è normale che il corpo dica “stop”, anche se la testa vorrebbe fare il fenomeno.
A livello tecnico succede perché durante e subito dopo l’orgasmo cambiano parecchi equilibri interni a livello di ormoni e neurotrasmettitori.
Quindi mettiamola così: non è una scusa, è un dato di fatto.
Il punto, però, è costruire un modo di fare sesso in cui il piacere dell’altra persona è parte integrante del gioco, non un “se avanza energia, mi do da fare”.
E qui arriva la domanda vera: ok, come facciamo a far venire la partner in modo affidabile, senza trasformare tutto in un esame ginecologico?
Ecco 5 tecniche pratiche che SIIIIICURAMENTE aiuteranno le nostre partner e godere come giumente.
1) Anticipa il piacere del partner (prima del punto di non ritorno)
Sembra banale, ma non lo è affatto. CRISTO.
La strategia più efficace è dare priorità al piacere dell’altra persona prima che tu arrivi vicino all’eiaculazione. Perché? Perché quando tu stai per venire, il tuo corpo sta già correndo verso la fine della corsa. Se lei invece ha tempi più lunghi (spesso sì, ma vale per chiunque), allora è matematico: TU VIENI E L’ALTRO SI BLOCCA A METÀ.
Quindi: daje con i preliminari fatti bene, con intenzione. Con passione.
Con mani, bocca, ritmo, respirazione, contatto… costruisci un primo “picco” per lei. Poi passi alla penetrazione con meno ansia e più libertà.
Pensa ai vostri corpi come fossero due macchine che devono arrivare alla stessa destinazione (l’orgasmo). Noi uomini, mediamente, siamo più veloci. Le donne, mediamente, ci mettono di più. I preliminari servono a dare un vantaggio alla “macchina” del partner: la avvicini al traguardo molto prima che sia vicino tu.
Risultato? Viene lei/lui e vieni anche tu. E vissero tutti felici e contenti.
2) Rendi il clitoride più sensibile
Qui entriamo nella parte interessante, perché molte persone hanno in testa ancora un concetto vecchio: “basta la penetrazione”.
Nella realtà, per tantissime donne l’orgasmo è molto più accessibile (e più intenso) quando c’è stimolazione clitoridea, diretta o indiretta, e soprattutto costante.
Una strada intelligente è aumentare la sensibilità della zona...
...E qui entra in gioco Virginia: un booster clitorideo cosmetico a effetto caldo pensato per intensificare le sensazioni. In pratica lavora su un concetto semplice ma potente: aumentare la microcircolazione locale e amplificare la percezione tattile. Questo balsamo stimolante a effetto riscaldante è pensato per aumentare il godimento e rendere ogni carezza… molto più interessante. C’è caffeina che stimola la microcircolazione, ci sono estratti di vaniglia che causano vasodilatazione, c'è Ethylamide oxalate che modula la sensazione termica, ed anche Hibiscus sabdariffa che nutre la pelle e stabilizza la formula.
Insomma, Virginia è un booster cosmetico pensato per amplificare ciò che già provi. Dopo pochi minuti dall’applicazione inizi a sentire un leggero calore, un formicolio piacevole, e soprattutto una sensibilità che aumenta gradualmente. Non crea eccitazione dal nulla — lavora sul corpo, non sulla mente — ma quando sei già nel mood rende ogni tocco più intenso, perché stimola la microcircolazione nella zona clitoridea.
3) Succhiaclitoride: qui ti dirai “perché non l’abbiamo comprato prima?”
Ok, diciamolo chiaro: se esistesse un “strumento” che più di tutti aumenta la probabilità di orgasmo, nella maggior parte dei casi è lui.
Questo toy crea piccole onde di pressione e aria pulsata attorno al clitoride, senza toccarlo direttamente.
Queste micro-pulsazioni stimolano il clito in modo continuo e profondo, il sangue affluisce di più nella zona, il cervello riceve segnali di piacere sempre più intenso, l’eccitazione sale in modo graduale ma costante. Siccome non c’è sfregamento diretto, il piacere non diventa fastidioso o eccessivo come può succedere con la stimolazione manuale. Questo permette al corpo di rilassarsi, lasciarsi andare e arrivare più facilmente all’orgasmo. È così intenso che alcune ragazze non riescono a resistere e dopo qualche secondo già vengono.
Nel caso di T’amo non t’amo, la cosa interessante è che non hai solo la funzione “succhia” (pulsazioni), ma anche una linguetta che può stimolare clitoride, labbra e vulva con un lavoro più “dinamico”. Questo ti permette di alternare e personalizzare, senza dover essere tu il motore di tutto.
E qui arriva la parte che ci interessa: se tu dopo l’eiaculazione vai in down, il toy non va in down. Però ricordati di ricaricarlo prima dai…
4) Quando lei è vicina… non cambiare un ca**o (a meno che non te lo chieda)
Questa è una regola d’oro e vale più di mille tutorial.
Molti uomini cambiano ritmo, pressione o posizione proprio quando il partner sta per arrivare. Magari perché pensano “ora accelero e la faccio schizzare come nei porno”. E invece no: è come cambiare strada a 200 metri dalla destinazione.
I meccanismi dell’orgasmo femminile sono complessi e personali, ma una cosa è certa: il clito ama la coerenza.
Quando lei ti manda segnali che sta salendo (respiro, movimenti del bacino, suoni, tensione muscolare), il tuo lavoro è uno: mantieni.
Stesso ritmo.
Stessa pressione.
Stesso punto.
Provi a cambiare tutto e, nel migliore dei casi, ti tocca ripartire da zero. Nel peggiore ti arriva un calcio nei denti AHAHHA.
5) Restare attivi anche dopo l’eiaculazione (sì, anche col pipo plumcake)
Dopo l’eiaculazione non serve la penetrazione per continuare a dare piacere.
E, anzi, per tantissime donne la penetrazione non è nemmeno la via più efficace per raggiungere l’orgasmo.
Quindi anche se il pene è moscio, sensibile o non collaborativo, hai comunque un arsenale enorme:
- mani
- bocca
- sex toys
Il punto è: il sesso non finisce quando vieni tu.
Finisce quando entrambi sono soddisfatti.
E se lei non dovesse arrivare all’orgasmo quella volta? Può capitare. Non è un fallimento. Ma la differenza tra “vabbè pace” e “ok, ci tengo davvero” sta tutta nell’impegno e nell’attenzione che metti dopo.
Perché la cosa più afrodisiaca, alla fine, non è una tecnica segreta. È una sensazione: sentirsi desiderata, ascoltata, e al centro.


